Caccia alle Stonehenge d'Italia dove è nata l'arte megalitica

Caccia alle Stonehenge d'Italia dove è nata l'arte megalitica
Cinzia Dal Maso
La Repubblica, 21 dic. 2005

La scoperta delle statue stele, 5mila anni di storia. Si moltiplicano i ritrovamenti di santuari con effigi di divinità in forma umana. Occultati dai primi cristiani

ROMA—Era destinata alla discarica, a essere polverizzata. E invece è un capolavoro della nostra preistoria. Una "statua stele", così la chiamano gli archeologi, cioè un masso modellato e inciso dall'uomo dell'età del rame (terzo millennio a. C.) per imitare la forma umana. L'evoluzione del menhir. È stata appena consegnata alla Soprintendenza per i beni archeologici del Trentino da Vittorino Angeli, l'operaio che l'ha salvata dall'oblio. L'ha vista tra i materiali di risulta durante la costruzione dell'ospedale della cittadina di Arco, all'inizio degli anni '90. «Era strana, bella. Non sapevo bene cosa fosse ma l'ho presa e portata a casa, in cantina», racconta. Lì l'ha poi vista il vicesindaco di Arco, Joseph Jorg, che invece conosce bene le statue stele perché dallo stesso cantiere dell'ospedale ne sono spuntate altre 6 (ora in museo a Riva del Garda). Alcune sono alte oltre 2 metri e raffigurano uomini armati con cinturoni, pugnali e asce. Sembrano il ritratto di Oetzi, la mummia trovata tra i ghiacci del Similaun in Alto Adige che risale alla stessa epoca. Armi e vesti sono le stesse. Una stele invece è più piccola, circa 80 centimetri, e rappresenta una donna. Ma quella appena ricomparsa è forse ancor più bella. Abito leggero che lascia intravedere i seni, un pesante mantello sulle spalle. Enormi orecchini a spirale e uno strano copricapo, o forse un'acconciatura molto elaborata. Pochi tratti, essenziali, ma dicono tutto. Non appena l'uomo ha imparato a lavorare il metallo, l'ha usato per incidere la pietra e ha fatto miracoli.
Ma perché tanta fatica, e perché ovunque nelle nostre Alpi? E chi rappresentavano le stele, divinità, antenati mitici o persone realmente vissute? Le ultime scoperte stanno gettando luce sul mistero. Proprio in questi mesi stanno emergendo statue stele un po' ovunque, pare che il 2005 sia l'anno dei megaliti. Sette statue stele in Lunigiana: non si ricorda una scoperta simile da oltre cent'anni. E decine di massi incisi in Valcamonica, dove gli scavi stanno portando alla luce santuari megalitici. Eccezionali Stonehege di casa nostra, altrettanto complesse e spettacolari. Come quella di Ossimo-Pat dove le 8 statue stele scavate quest'anno si aggiungono ad altre già venute alla luce per un totale di 26 megaliti, allineati con orientamento nord-sud e con il sole inciso nella faccia rivolta a est. Un santuario per il culto del sole? Forse. Che poi nell'età del ferro (V1-1V secolo a. C.) si trasformò in altro con l'erezione di tumuli accanto alle stele. Tombe, probabilmente. Mentre è oramai certo che i famosi massi incisi di Cemmo erano al centro di un grande santuario con almeno altre 15 statue stele delimitate da tre solchi d'aratro.
Oramai è certo: anche le statue stele scoperte casualmente in passato (oltre 300 nell'arco alpino) stavano in origine in complessi santuari preistorici. Forse erano un modo di esprimere il potere in un'epoca in cui si delineavano le prime stratificazioni sociali: potere di famiglie intere, dì clan. Come rivela la scoperta di Mulazzo in Lunigiana: 5 donne e 2 uomini trovati assieme sotto una strada durante uno scavo dell'Enel. «Oggi è una via provinciale ma era certo un percorso battuto anche nell'antichità», dice Emanuela Paribeni della Soprintendenza della Toscana. «Le stele segnavano una tappa. Con un ritratto di famiglia». Rimasero lì per millenni ma poi vennero sepolte in una fossa, due addirittura decapitate. Opera forse dei primi cristiani desiderosi di cancellare memoria degli idoli pagani.

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